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Messina in primavera: tra storia, clima e festività religiose

La primavera è una stagione magica, in cui la natura si risveglia e si veste di colori vivaci. A Messina, questa stagione, con le fresche giornate che si allungano gradualmente, e il sole che inizia a farsi più presente, offre un’opportunità unica per esplorare luoghi nascosti e monumenti poco conosciuti, e partecipare agli eventi culturali e religiosi.

Le giornate FAI di primavera

In occasione delle Giornate di Primavera organizzate dal FAI (Fondo per l’Ambiente Italiano), sarà possibile scoprire alcune gemme della città.

La Delegazione FAI di Messina organizza visite guidate a luoghi storici e monumenti di grande interesse come Santa Maria della Valle, la BadiazzaForte GonzagaForte CastellaccioForte San Salvatore, la Lanterna del Montorsoli, la Real Cittadella, la Cripta del Duomo e Villa Pace. Questi luoghi, spesso dimenticati, raccontano la storia di Messina e meritano di essere riscoperti.

Scopri i luoghi visitabili a Messina questa primavera sul sito ufficiale del FAI.

Pasqua e le tradizioni locali

E nel cuore della primavera c’è Pasqua.

La Pasqua è sempre un momento speciale a Messina, quando la città si anima di festività religiose, tradizioni secolari e una vibrante atmosfera.

In occasione della Pasqua, una delle tradizioni più amate a Messina è la Processione delle Barette. Questi gruppi statuari, portati a spalla dai fedeli, rappresentano scene della Passione di Cristo. Le Barette sono un patrimonio artistico e culturale della città e un simbolo di fede e devozione. Durante la processione, le bande musicali e i personaggi tipici, come i Babbaluci, le Maddalene, le Biancuzze e i Tamburini, si muovono per le strade, creando un’atmosfera coinvolgente e suggestiva.

Quest’anno, cade il 31 marzo, la Via Crucis itinerante con partenza dalla chiesa “Nuovo Oratorio della Pace” di via XXIV Maggio e conclusione al Monastero di Montevergine. Questo momento di preghiera e riflessione attraverso le vie della città è un modo per commemorare la Passione di Cristo e coinvolgere la comunità.

Durante la Settimana Santa, Messina ospita poi una serie di eventi religiosi, tra cui la messa in Coena Domini e l’adorazione eucaristica fino alle ore 24.00 del 6 aprile. Le chiese e i monasteri aprono le loro porte per accogliere i fedeli e celebrare insieme. È un momento di spiritualità e condivisione che coinvolge tutta la città.

In conclusione, in primavera la città si prepara a fiorire e a offrire ai suoi abitanti e visitatori una varietà di esperienze uniche. Che tu sia interessato alla storia, al clima o agli eventi, Messina ha qualcosa da offrire a tutti e Le Stanze è pronta ad accogliervi.

Carnevale a Messina e dintorni

Carnevale a Messina e dintorni: Festa, Tradizione e Gusto!

La tradizione del Carnevale in Sicilia è molto antica, tra maschere, sfilate, carri allegorici e dolci tipici. Un motivo in più per visitare l’isola ed immergersi nell’atmosfera festosa in un tripudio di colori, allegria e maschere.

Eccovi alcuni spunti interessanti per festeggiare il carnevale 2024 a Messina e per visitare i più apprezzati carnevali storici della provincia.

A Messina la tre giorni inizia Sabato 10 febbraio, dalle 9 alle 12,30 e dalle 15 alle 18.00 a Piazza Cairoli con un’infiorata, mentre alle 16,00 a Villa Dante ci sarà animazione per bambini con costumi e maschere.

Domenica 11 dalle 16.00, lungo l’isola pedonale di Viale San Martino, si potrà assistere alla sfilata di gruppi in maschera, con performance di animazione di Latin Chic.

La sfilata proseguirà Martedì 13, sempre dalle 16,00, e a conclusione della serata si terrà a Piazza Cairoli la premiazione dei gruppi in maschera, con animazione e musica.

A Cattafi, nel cuore della provincia di Messina, l’11 febbraio si svolge uno dei più antichi carnevali di Sicilia: gli “Scacciuni”, dai lunghi capelli a cono, vestiti variopinti con gonnellino e con una miriade di nastri colorati, sfilano in maschera per rievocare la cacciata dei pirati saraceni dai vecchi abitanti.

Nel piccolo borgo medievale di Saponara alle pendici dei Monti Peloritani, il 13 febbraio si festeggia il carnevale con la rievocazione storica dell’ultracentenaria Pantomima dell’Orso e della corte principesca. Le origini si ricollegano ad una leggenda nella quale si narra che nel Settecento, sui colli attorno al paese, si aggirasse un orso gigantesco che terrorizzava la popolazione. Quando il Principe Alliata con i suoi cacciatori riuscì a catturare l’orso, per festeggiare l’accaduto fece sfilare l’orso in catene per le vie cittadine, come trofeo, seguito dai cacciatori e dalla sua corte.

A Santa Teresa di Riva torna il carnevale dello jonio. A partecipare sei carri allegorici e quattro gruppi in maschera che sfileranno lungo il corso principale della cittadina jonica domenica 11 febbraio e martedì 13 febbraio dalle ore 14,30.

A Santa Lucia del Mela da non perdere il Carnevale Storico Luciese, unico nel suo genere e iscritto nel Registro delle Eredità Immateriali della Regione Siciliana.

Il clou del Carnevale sarà nelle giornate del 10, 11 e 13 febbraio.

Nelle tre giornate si terrà la spettacolare sfilata de “I lapi i Cannaluari ” (moto api allestite come carri allegorici) che percorrerà il centro cittadino e si concluderà nella centrale piazza Milite Ignoto dove, nei tre giorni, si esibiranno vari artisti e dove, martedì 13 febbraio, subito dopo aver ballato, ci sarà spazio alla parte storica del carnevale luciese “U Catalettu”, che fonda le sue radici in tempi molto lontani.

La rievocazione storica de “U Catalettu” si concluderà con la morte di Carnevale che, per colpa della sua ingordigia, morirà per le tante fraviole che mangerà. Subito dopo, Carnevale, prelevato dai “babbaluci”, sarà posto sul Cataletto presente in una camera allestita ed i visitatori potranno assistere da vicino alla veglia. Saranno presenti oltre ai “babbaluci” anche le donne “cianci morto”.

Terminata la veglia avrà inizio il funerale di Carnevale che, accompagnato dalla funeral band, partirà dalla piazza Milite Ignoto e percorrendo alcune vie limitrofe ve ne farà ritorno.

In piazza sarà infine tutto pronto per dare il via al rogo di Carnevale che sarà accompagnato da musica e balli e si concluderà con i classici fuochi d’artificio che chiuderanno il periodo di festa.  Nelle tre serate si potranno anche degustare i classici piatti della tradizione carnevalesca, come maccheroni e fraviole.

Insomma, c’è festa per tutti!

Il Carnevale a Messina offre un mix di tradizione, allegria e buon cibo e Le Stanze è pronta ad accogliervi.

Vacanze invernali a Messina: cosa fare e vedere

L’inverno porta con sé tanti viaggi, gite e ponti.

Molti pensano che la Sicilia debba essere esclusa dall’elenco delle mete per un ponte invernale e che quindi Messina non sia la destinazione ideale.

Se stai pensando di trascorrere le tue vacanze invernali a Messina, invece, la città ti stupirà e non mancheranno le cose da fare e da vedere. Ecco alcuni suggerimenti per il tuo soggiorno.

Attività all’aria aperta alla scoperta delle bellezze naturali

Se sei alla ricerca di attività all’aperto, gennaio è un mese perfetto per fare escursioni nella natura. Il clima è fresco ma non troppo freddo, il che lo rende ideale per camminare e godersi il paesaggio.

Messina è circondata da un paesaggio naturale di rara bellezza, che offre la possibilità di fare escursioni e attività all’aria aperta.

I Monti Peloritani si innalzano appena fuori città. Qui, a cavallo tra il Mar Ionio e il Mar Tirreno, è possibilei raggiungere la cima del Monte Dinnammare, dove si trova uno splendido santuario attorno al quale volteggiano i rapaci, o andare nella Valle dei Mulini ad ammirare la Cascata di San Filippo Superiore.

Più ad ovest, dove terminano i Peloritani, iniziano I Monti Nebrodi. Nel passaggio dagli uni agli altri è possibile imbattersi nei misteriosi megaliti dell’Argimusco e nella Rocca di Novara, soprannominata il “Cervino di Sicilia” per la somiglianza alla montagna alpina.

Per gli amanti della neve e degli sport invernali, si può poi incredibilmente sciare sull’Etna in inverno, con uno sguardo al mare, all’interno dei comprensori sciistici di Nicolosi a sud e quello di Piano Provenzana-Linguaglossa nel versante nord, che distano appena 100 km da Messina.

Visite ai musei ed ai monumenti storici

Il mese di gennaio è un momento perfetto anche per visitare i musei e i monumenti storici di Messina, poiché meno affollati rispetto ad altri periodi dell’anno.

Poco conosciuto, il Museo Regionale Interdisciplinare di Messina vanta un’ampia collezione di arte e archeologia e merita senz’altro una visita. I pezzi forti del museo sono il polittico di San Gregorio realizzato da Antonello di Messina nel 1473 e i dipinti l’Adorazione dei Pastori e la Resurrezione di Lazzaro realizzati a inizio Seicento da Caravaggio.

Tra i monumenti da non perdere va certamente annoverato l’imponente Duomo di Messina. Costruito nel XII secolo e ricostruito dopo il terremoto del 1908, conserva al suo interno opere di Antonello da Messina, Caravaggio e Girolamo Alibrandi. Ogni giorno, alle 12, si può assistere allo spettacolo del Campanile, che ospita il più grande orologio astronomico del mondo, con le sue statue meccaniche che si animano in una rappresentazione della storia sacra e civile della città.

Restando nelle vicinanze del Duomo, è possibile ammirare la Fontana di Orione, opera del XVI secolo di Giovanni Angelo Montorsoli, allievo di Michelangelo. La fontana rappresenta il mito di Orione, il fondatore leggendario di Messina, e i quattro fiumi principali della città.

Un gioiello a cui non mancherete di scattare numerosissime fotografie è la Chiesa della Santissima Annunziata dei Catalani, un edificio religioso peculiare costruito tra il XII e il XII secolo, probabilmente sui resti di un tempio di Nettuno. A causa degli avvallamenti causati da terremoti e incendi nel corso dei secoli oggi la chiesa si trova a circa tre metri sotto il livello stradale. L’architettura è un mix di stili su cui prevale quello bizantino.

Immancabile una visita al Santuario della Madonna di Montalto, eretto sul colle omonimo, da dove è possibile godere di una splendida vista panoramica sulla città e sullo stretto.

Da qui è anche possibile ammirare un altro importante monumento: la Madonna della Lettera, simbolo della Città di Messina e testimonianza dell’indissolubile legame tra Messina e il mare. Si tratta di una statua in bronzo dorato posta in cima a una stele votiva visibile all’ingresso del Porto. La statua, opera dell’artista Tore Calabrò originario di Messina, raffigura una Madonna con il braccio alzato nell’atto di benedire le navi in entrata e in uscita.

Se il tempo lo consente, si suggerisce di dare un’occhiata anche alla Chiesa di Santa Maria degli Alemanni, alla Chiesa di San Francesco d’Assisi, al Monastero di Montevergine delle clarisse di Santa Eustachia ed alla Chiesa di San Giovanni di Malta. Tra gli edifici civili, Palazzo Zanca (sede del municipio), la Galleria Vittorio Emanuele III e il Palazzo del Monte di Pietà sono di certo punti di notevole interesse.

Potrete infine passare al Teatro Vittorio Emanuele di Messina, il teatro più grande per capienza di tutta la Sicilia, per apprezzarne la facciata in stile neoclassico, ornata di bassorilievi e gruppi scultorei e, se siete appassionati di teatro, musica e danza, controllate il programma per vedere se c’è qualcosa di vostro interesse!

Che siate amanti delle attività all’aria aperta o delle visite in città, Le Stanze è pronta ad accogliervi ed a fornire utili suggerimenti per organizzare al meglio una deliziosa vacanza invernale.

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