Arancino o arancina?

La bontà controversa

Un turista che voglia visitare Messina dovrebbe lasciarsi sedurre dalla cucina regionale. Che si tratti di primi piatti, carne, pesce, dolci o street food, le delizie locali non mancano. I rustici sono una prelibatezza caratteristica e molto economica: con tre euro o poco più, si possono acquistare due pezzi e saziarsi senza difficoltà. Il re dei rusticini è l’arancino o arancina.

Si tratta di prodotti da forno, spesso fritti e ogni Messinese ha nel cuore il proprio ristoratore di fiducia. “La focaccia di Arena è imbattibile”, “gli arancini del panificio dei mille gusti sono i migliori in assoluto“, “I pitoni fritti del panificio che ho sotto casa sono i più buoni di tutta la città“. Non lasciatevi ingannare da chi si autoproclama maestro dello Street food, la verità è che di rosticcerie veramente buone, per fortuna, ce ne sono tante e attorno a piazza Cairoli potrete provarne varie di superba bontà.

Ma cosa deve chiedere un turista che vuole provare il tipico rustico a base di riso e ragù? Un arancino o un’arancina?

Si dice arancino, con la o!

La risposta all’annosa questione, se si dica arancino o arancina, esiste. La Sicilia, e di conseguenza l’Italia, non è unanime nel proprio responso. C’è chi sostiene con fervore che arancino sia rigorosamente maschile, altri sono convinti senza la minima ombra di dubbio che la risposta sia inequivocabilmente femminile, quindi è più che lecito avere qualche dubbio in merito.

È il momento di fare chiarezza, e quella che segue è la risposta definitiva e insindacabile.

Si dice arancino, al maschile.

Chiaro? Niente vie di mezzo o ambiguità, vi stiamo dicendo, senza mezzi termini, che la forma corretta è arancino con la o.

Se venite da noi a Messina ovviamente. Se vi trovate a Palermo, invece, il discorso cambia.

Si dice arancina, con la a!

Vocabolario Zingarelli alla mano (edizione del 1917), la questione sembrerebbe risolta indiscutibilmente con la forma al femminile. Del resto il nome deriva dall’arancia, trattandosi di un rustico dalla forma tondeggiante e dorato, quindi “chiaramente” si deve usare la forma al femminile.

E questo è verissimo a Palermo e in alcune zone del ragusano e siracusano. Anche la forma del rustico, che a Messina o a Catania è sempre appuntita, è diversa, perfettamente sferica, più simile ad un’arancia, appunto.

L’accademia della crusca ha analizzato a fondo la questione e, tra le altre cose, ha osservato che in altri dizionari si prevedeva la forma al maschile, forse perché più legata al colore del rustico, più che al frutto. Inoltre, persino il frutto stesso in dialetto è indicato al maschile, quindi, per dirla con le parole dell’Accademia, la risposta “non è così semplice“.

A Palermo, dove l’italiano standard era sinonimo di prestigio, si è seguito il modello per il quale il genere viene utilizzato per distinguere il frutto dall’albero che lo produce. A Siracusa e Ragusa, invece, la forma femminile probabilmente è stata preferita perché la forma dialettale (partuallu) era completamente diversa e non dava adito a equivoci.

La verità sta nel mezzo

Come ormai dovrebbe essere chiaro, il turista intelligente dovrebbe seguire le usanze locali. A Palermo si parla di arancine, a Messina si chiamano arancini. Nessun dubbio, nessun equivoco, nessun campanilismo. Del resto, come già osservato, anche la forma del delizioso rustico è diversa a seconda della provincia in cui ci si trova, dunque non potremmo concludere che si tratti di due prodotti tutto sommato diversi?

Inoltre viene da chiedersi quale sia il modo corretto di indicare il tipico prodotto culinario in questione nel resto della penisola, dove non bisogna uniformarsi alle consuetudini locali. Arancino o arancina? L’accademia della crusca ha chiarito, con buona pace di entrambe le “fazioni”, che sono corrette entrambe le forme.

Fermo restando che a Messina usiamo esclusivamente la versione al maschile e che è bene attenersi ad essa quando ci si trova nella nostra provincia, è possibile usare sia il maschile che il femminile senza timore di sbagliare.

L’unico sbaglio sarebbe quello di non lasciarsi sedurre dalla delizia di questo semplice quanto efficace prodotto culinario. Chiamatelo come vi pare, ma venite da noi e provatelo! Vi possiamo assicurare che ogni questione ideologica, linguistica e campanilistica scompare dinanzi a un’incontrovertibile verità: è davvero una delizia.

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